UTOL - DOLOMITI

 Via Dolomiti 44 38032 CANAZEI -TN- 

 

UTOL STUDIO - ROMA 

Via Fortebraccio 16/a 00176 ROMA 

 

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STORE UTOL - PIGNETO  

Via Braccio da Montone 77 00176 ROMA 

 

CASA  UTOL 

 Via Dolomiti 42 38032 CANAZEI -TN- 

 

© Utol s.r.l.s. Via Olevano Romano 208 I-00171 Roma P.IVA 16020901001


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exhibitions

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SCISCIORÉ

di ÙTOL per ADI Design Museum

a cura di Anna Quinz 

Foto di Luca Meneghel

 

l BUFON

 

Con il progetto “I Bufon” esploriamo l'essenza giocosa e provocatoria del celebre personaggio folkloristico: attraverso una reinterpretazione artistica, sostituiamo il legno con la ceramica e spostiamo l'attenzione da una maschera indossabile ad un Vaso.

 

Ispirandoci al Bufon, questo progetto presenta una serie di vasi decorati con gli elementi distintivi del personaggio più irriverente del carnevale ladino di Fassa: naso prominente e gocce, simboli di malizia e ironia. Questi vasi non sono semplici oggetti decorativi, ma sono opere che raccontano storie di scherzo, provocazione e l'arte di prendere in giro.

 

Vi invitiamo a immergervi in ​​questa mostra che celebra l'arte di scherzare, l'estetica del Bufon e le tradizioni popolari. Attraverso i nostri vasi, speriamo di portarvi in ​​un viaggio indimenticabile tra ironia, fortuna e rinascita.

MAGGIO 2026  un progetto FRANZ LAB  - SCISCIORÉ  per  ADI DESIGN MUSEUM MILANO 

 

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NEIGBHOURS

di ÙTOL per CASA CASILINA

di Marco Dionisio Kakoliris 

Ph di Luana Rigolli

 

INTIMACY + THORN IN THE SIDE 

 

La parola Intimo, deriva dal latino e significa “il più profondo” e infatti l'intimità è un legame profondo basato sulla conoscienza personale […]

 

Spina nel fianco: ma qual'è la spina nel fianco che ci ricordala nostra debolezza? Parliamo quasi unicamente dei nostri punti di forza perchè naturalmente tendiamo a nascondere le debolezze per mostrarci sempre al meglio.

 

l'intimità che cerchiamo è quella che ci espone emotivamente, senza il bisogno di nascondersi, che crea una vicinanza e fa sentire liberi dalla paura dei giudizi

MAGGIO 2026 OPEN HOUSE e  MARCO DIONISIO KAKOLIRIS

 

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CASA SCISCIORÉ

di ÙTOL per CASA SCICIORÈ

a cura di Anna Quinz 

Ph di Tiberio Sorvillo

 

FIGHISSIMA

 

È una linea dedicata al femminile e alla normalizzazione dei corpi e dei suoi componenti più in        generale. Queste tazze affrontano con ironia il tema della censura, in particolar modo quello della donna    che storicamente è stato sessualizzato e oggettificato. 

 

   Attraverso la ceramica si tratta di semplificazione delle forme, di trasposizione artistica e scultorea, come un richiamo anatomico volutamente stilizzato. 

 

  Il nome è la reinterpretazione moderna di un termine gergale e dialettale romano e meridionale che nella forma piú moderna si è evoluta per metonimia diventandone una reinterpetazione positiva, indicando persona attraente o brillante. 

APRILE 2026 SKB LAB  e  SÜDTIROLER KÜNSTLERBUND

 

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AVVISTAMENTI

di ÙTOL per CRISTIANO PINTALDI 

 

AVVISTAMENTI

 

Questa mostra raccoglie piccoli lavori sugli UFO, ma non parla di "UFO”. Parla del meccanismo che li rende possibili: l’apparizione. Ogni opera è una scena che nasce nel momento in cui la osservi, come un fotogramma di un film che viene girato in diretta. Prima del tuo sguardo non c’è niente; dopo, c’è tutto. I miei quadri sono niente finché li guardi e basta, diventano tutto quando ti accorgi che li stai guardando. I pixel collassano in forma, come se obbedissero alla fisica quantistica più che alla pittura.
 

Dicembre 2025 IPOGEO NECCI  e  ÚTOL STORE

 

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OMBRIES  

di ÙTOL per EDIT NAPOLI 

 

OMBRIES 

 

esplora il rapporto tra luce, forma e identità: non più semplici proiezioni degli oggetti, le ombre si fanno presenze vive che dialogano con lo spazio, si muovono, si riflettono e si trasformano in universi collettivi. Attraverso la ceramica, materia densa e tangibile, ÙTOL dà corpo a ciò che è impalpabile, riconoscendo nell’ombra una rappresentazione autentica della natura umana.

 

Ottobre 2025 LA SANTISSIMA  per  “EDIT NAPOLI”

 

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OGGETTI NELLO SPAZIO 

di ÙTOL per ELLER STUDIO 

a cura di PAOLO FERRARINI

Intirior Stylist ALESSANDRA ORZIALI

Lo spazio della fotografia è per natura bidimensionale. Gli oggetti nascono nello spazio e di dimensioni ne vogliono tre. Senza dimenticare tutte le dimensioni ulteriori che possono nascere dalle varie espressioni artistiche, dall’architettura alla musica.

La mostra scaturisce da questa riflessione ragionata, partendo dalle fotografie scattate negli ultimi anni da EllerStudio. In ogni loro azione, Serena Eller Vainicher e Francesco Marano restringono a due dimensioni le tre dimensioni degli spazi architettonici e degli oggetti di design, con l’obiettivo di generarne una quarta: quella del racconto. L’incontro tra gli oggetti e la loro rappresentazione mette in atto una piccola magia, in tutto e per tutto parente della scrittura, che semplifica, riduce, razionalizza attraverso il punto di vista.

In mostra si vuole andare a ritroso, estrarre la terza dimensione mettendo gli oggetti accanto alle fotografie, svelare quanto accade prima della magia dello scatto. Per questo, oltre all’esposizione, sono stati creati dei workshop, dove il backstage si rivela e diventa scoperta del mestiere.

 

Maggio 2025  ELLER STUDIO  rassegna  “Open House Roma”

 

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di FLAVIO ROSSI 

a cura di MANRICA ROTILI

Una scatola di scarpe rimasta nella soffitta di una casa alle pendici delle Dolomiti per 78 anni, al suo interno un tesoro: 400 provini di fotografie scattate da un soldato tedesco foto reporter durante la Seconda Guerra Mondiale. Insieme a immagini di accampamenti, bombardamenti e rovine, ci sono ritratti di vita vissuta, scatti di nature morte, paesaggi, autoritratti e foto ricordo di un’Italia che non c’è più. Immagini di un romanticismo e di una poesia d’altri tempi eppure estremamente contemporanee. Non si sa nulla di questo soldato senza nome, se non che insieme alla sua truppa aveva occupato l’hotel di famiglia di una giovanissima Silvana Dezulian

Febbraio 2023  IPOGEO NECCI  rassegna  “Pigneto in Love”

Maggio 2023     MAATROOM di Giulia Soldà  in occasione della CAPSULE COLLECTION MAATROOM 

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COME FIORI NEL CEMENTO

di DAVID ROMELLI 

a cura di MANRICA ROTILI

La prima personale di David Romelli non poteva non essere una dedica d’amore a lei, e tramite lei anche a tutte le persone che credono che gli ideali della resistenza, personale, politica, umanitaria, continuino a vivere nelle lotte per i diritti umani e civili.
Così, intrecciando memorie individuali e percorsi collettivi, David Romelli suggerisce un dialogo poetico tra resistenza e rinascita. Ogni fiore è simbolo di lotta silenziosa e trasformazione : un inno alla capacità umana di generare luce e significato anche nelle condizioni più avverse, contro ogni previsione e convenzione. Un inno all’amore, questa mostra si inserisce nella quarta edizione della
rassegna Pigneto in Love, che quest’anno coinvolge 21 realtà del Pigneto.
Come fiori nel cemento propone così un’esplorazione artistica del dualismo tra la delicatezza e la forza, l’oblio e la persistenza, la tenacia e l’arrendevolezza, attraverso l’uso di un materiale, la ceramica, che, come la memoria, è al tempo stesso fragile ed estremamente resistente.

Febbraio 2025  IPOGEO NECCI  rassegna  “Pigneto in Love” foto Luana Rigolli 

 

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PRENDETE E MANGIATE

di ÙTOL 

a cura di CAROLINA LEVI E 5VIE  

è la mostra curata da Carolina Levi, fondatrice di Spazio Giallo,  prodotta da 5VIE Design Week 2025, in una delle stanze del bellissimo appartamento di Via Cesare Correnti 14 Milano, che esplora il tema della tavola in una declinazione diversa, più poetica e concettuale: la tavola come luogo di incontro. La poetessa Patrizia Cavalli raccontava che quando si lascia la tavola, ciò che conta è quel che resta: i racconti, i silenzi, le emozioni che permangono. Esploriamo il concetto di tavola, non come il tradizionale banchetto formale, ma come uno spazio di incontro, di scambio e di ascolto, dove si riflette non solo sull’aspetto visibile, ma anche su quello che rimane nascosto. Un simbolo, che trascende il materiale e si fa veicolo di riflessioni legate al nostro rapporto con il mondo e con gli altri

Aprile 2025  5VIE MILANO per  Fuori salone 

 

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TRASMISSIONI

di ÙTOL 

a cura di  Elisabetta Remondi eEleonora Scoti Pecora

Sono foto che sembrano il racconto di una persona che risale l'Italia; le immagini per le quali è stato reclutato probabilmente sono altrove, queste sembrano scattate da una visione laterale a quella della guerra che invadeva tutta la vita.

Sono foto delicate, piene di amore, sono struggenti, poetiche.

Osservano a distanza persone che si cercano, si sfiorano, che hanno bisogno e desiderio di essere vicine e condividere momenti semplici: stare insieme, guardare il paesaggio, godere dell'aria, passeggiare, sentire l'altra persona, abbandonarsi, fidarsi.

Il fotografo sembra nutrirsi della spensieratezza altrui da dietro una tenda, noi non lo sentiamo, le persone che ritrae si fidano di lui anche se non è parte del momento. Tutta la storia è una storia di fiducia, un semplice e naturale bisogno di trasferire parti di sé, creare ricordi e trasmetterne la memoria: le persone che si lasciano fotografare nella loro precaria intimità, il fotografo che desidera essere parte delle vite e dei momenti altrui, egli stesso che poi lascia le sue immagini private in custodia a una giovane, lei che le conserva e poi, da nonna, le passa al nipote e al suo compagno.

Gennaio 2023 LIBERA + SOON  Via del Teatro Pace 41 -ROMA 

 

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EGGREGORA 

di ÙTOL 

a cura di Agathe Jouburg

In occasione dei cento anni del Necci di Roma, lo storico locale di via Fanfulla da Lodi ha accolto negli spazi ipogei un’opera di Utol, che affronta il tema dell’eggregora. In ambito esoterico, questo termine indica una forma-pensiero collettiva, un’entità incorporea che nasce dall’energia condivisa di più persone e che, nel tempo, diventa capace di influenzarle.

 

L’intervento di Utol traduce questo concetto in un’esperienza visiva e simbolica, capace di richiamare l’idea di un organismo immateriale che prende vita dalla comunità. L’allestimento sotterraneo rafforza la dimensione evocativa dell’opera: lo spettatore si trova immerso in un’atmosfera sospesa, quasi rituale, dove la storia del Necci si intreccia con l’immaginario dell’occulto.

 

Il riferimento all’eggregora non è casuale: da un secolo, infatti, il Necci non è solo un bar, ma un punto di incontro che ha alimentato idee, relazioni e memorie, trasformandosi a sua volta in un’entità collettiva, viva e in continua trasformazione.

 

L’opera di Utol, oggi parte di una collezione privata, resta legata a questo contesto originario, portando con sé l’eco di un luogo che ha saputo diventare simbolo e “guardiano” della vita culturale romana.

 

Settembre 2024  IPOGEO NECCI  rassegna  “INCONTRI AL BAR -10 artisti raccontano un luogo” Opera in Locandina di Laura Angelucci 

 

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CAPSULA URBANA

di ÙTOL 

a cura di SONOFRANKIE

testo M.ROTILI

 

C’è una scena chiave all’inizio del film “Quarto potere” in cui il protagonista è da solo a letto nella penombra della sua camera e stringe nel pugno una palla di vetro con la neve dentro. Un oggetto che gli evoca i ricordi più belli della sua infanzia.

Sebbene le palle di vetro con la neve siano spesso associate al Natale, in realtà hanno origine per uno scopo ben diverso e negli anni hanno esteso il loro ruolo di souvenir universali da ogni luogo del mondo, diventando scrigni di ricordi. La Capsula urbana di Ùtol ha questa duplice anima: quella di essere un ricordo in miniatura e un souvenir del Casino di caccia dei Serventi.

Maggio 2024  SONOFRANKIE per  OPEN HOUSE ROMA 

 

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